Sistemi indossabili - Medicoimpianti

Vai ai contenuti

Menu principale:

Sistemi indossabili

Attenzione:
Questa strumentazione, oltre che per ricerca,  e' utilizzabile anche a scopo clinico ed e' certificata come dispositivo medico. Le informazioni presentate sono riservate ai soli Operatori Sanitari in conformità all'art. 21 del D.lgs. 24 Febbraio 1997, n. 46 s.m.i e alle Linee Guida del Ministero della Salute del 17 Febbraio 2010.
La possibilità di proseguire nella navigazione è subordinata alla dichiarazione da parte del visitatore del sito e sotto la propria responsabilità, di essere un operatore sanitario.
L'azienda CamNtech Ltd e' specializzata nella realizzazione di microdataloggers.
L'actigrafo  Motionwatch8, l'actigrafo con diario computerizzato PRO-Diary; il registratore Actiheart per la  Variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e dell'intervallo battito-battito (IBI), la linea di registratori Actiwave.

MOTIONWATCH 8 - Registrazione del movimento e della luce ambientale, con marcaeventi.
Vedi la Bibliografia
PRO-DIARY -    Registrazione del movimento e raccolta dati dal paziente (Questionario elettronico)
Vedi la presentazione video in inglese

ACTIHEART-  Frequenza cardiaca e Movimento   

L' Actiheart è stato validato col metodo della doppia marcatura dell'acqua.  Vedi la Bibliografia.  

L'ACTIGRAFIA

L'actigrafia rivela nel nome l'origine storica (grafia- tracciato) e l'indeterminatezza dell'area di ricerca (acti-attività). Ricorre ormai il centenario di questa disciplina.
I primi 50 anni (attorno al 1920 sino agli anni 70) sono pionieristici.
La registrazione del movimento nella valutazione del sonno come la conosciamo oggi inizia negli anni 70 e sostanzialmente segue l'andamento tecnologico dell'accelerometria.
Questo perché non si misura il movimento direttamente, ma lo si calcola partendo dalla misura dell'accelerazione tramite un  sensore  chiamato  accelerometro.
Esemplificazione grossolana:  se  un  oggetto  fermo  aumenta progressivamente  la  sua  velocità  di  un  metro  al  secondo  (accelerazione=1  m/s),  dopo  4  secondi  avrà raggiunto la velocità di 4 metri al secondo e avrà
percorso circa 8 metri (0,5+1,5+2,5+3,5).
Nei dispositivi portatili, al fine di limitare la quantità di dati da memorizzare ed il consumo di energia, le metodiche  più  utilizzate  erano  il  rilevamento  dell'intervallo  di  tempo  durante  il  quale  il  movimento superava  una  certa  soglia  (threshold)  oppure  il  conteggio  delle  volte  che  la  direzione  del  movimento  si invertiva (zero-crossing).
E' solo negli anni 90 che la tecnologia consente una vera e propria registrazione e memorizzazione digitale del segnale proveniente da un accelerometro miniaturizzato .
La tecnologia degli anni 90 era già sufficiente per affrontare lo spazio e molti astronauti hanno indossato un actigrafo al polso durante le missioni.
In questi ultimi anni, abbiamo avuto un ulteriore miglioramento grazie ai telefoni cellulari.
In ogni nuovo smartphone del mondo (come ipad o iphone) c'è almeno un accelerometro miniaturizzato (prodotto alle porte  di  Milano,  perché applicazione della  ricerca  italiana).
La  costruzione  di  milioni  di  pezzi  ha  reso l'accelerometro miniaturizzato un prodotto estremamente economico, e quindi utilizzabile in moltissime applicazioni.
Un tipico accelerometro odierno e' costruito con tecnologia MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems) e più  di  uno  sono  combinati  per  rilevare  il  movimento  lungo  3  assi  ortogonali.
Le  dimensioni  di  un dispositivo MEMS sono inferiori al millimetro ed in questo spazio vengono inseriti sia circuiti elettronici che parti meccaniche.
Per  costruire  un  actigrafo,  all'accelerometro occorre  aggiungere  l'elettronica  necessaria  per  convertire  il segnale in un numero, memorizzare i dati e trasmetterli, un orologio che ricordi l'ora in cui il segnale e' stato registrato, magari un bottone marca eventi.
E poi energia per far funzionare il tutto.
Aprendo un actigrafo moderno si vede la maggior parte dello spazio occupata dalla batteria,  un connettore per il collegamento al computer, un pezzettino di elettronica e molto spazio vuoto.
Ma l'actigrafo e' già piccolo come un orologio da polso sottile e farlo più piccolo non migliorerebbe la portabilità, renderebbe il montaggio dei componenti più difficile e forse il tutto meno affidabile.
Nell'involucro vi è quindi spazio ed energia disponibili per altro: un rilevatore di luce ambientale, un frequenzimetro, un termometro, un display con tastiera, un microfono,...
Inizia a diventare difficile comprare un actigrafo che misuri solo il movimento e troveremo sempre più spesso registratori miniaturizzati che misurano vari parametri, tra cui anche il movimento.
La  memorizzazione  del  segnale  ha  dato  ovviamente  spazio  alla  ricerca  di  algoritmi  che  consentissero l'analisi  automatica  delle  registrazione  e  fornissero  parametri  utilizzabili  nella  valutazione  clinica
Si  e'iniziato nei primi anni 80 e malgrado siano passati circa 30 anni non abbiamo ancora una buona soluzione.
I motivi sono vari.
Per quel che riguarda la tecnologia in particolare, uno fondamentale e' che i produttori di actigrafi non collaborano tra loro.
Questo significa che ognuno di loro utilizza l'accelerometro in maniera lievemente diversa e quindi confrontare registrazioni effettuate con strumenti di produttori diversi non e' banale. Ed anche confrontare registrazioni da modelli diversi dello stesso produttore non e' ovvio.
Da un punto di vista clinico probabilmente l'informazione ottenuta da due registratori e' simile, ma da un punto di vista  numerico  e'  difficile,  quando  possibile,  confrontarle.

 
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu